31.05.04

Duesberg for dummies /1.

Siccome, come già detto, sulla teoria di Duesberg riguardo all' AIDS non ho nessuna opinione documentata, ho letto l'articolo più recente riportato da Duesberg sul suo sito, e adesso qualche idea almeno sull'articolo ce l'ho.
Non faccio il riassunto, chè a quel punto è meglio leggersi 'ste venti pagine, ma una mini-sintesi della teoria di Duesberg può essere utile per capire quel che ho da dire:

-Secondo Duesberg, quello che chiamiamo AIDS non è causato da un virus, e l'HIV ha al più un ruolo marginale. Nel mondo occidentale, l'AIDS è una malattia causata dall'uso di droghe e da alcuni tipi di afrodisiaci. In Africa, ed in genere nei paesi poveri, l'AIDS è un nome nuovo per malattie vecchissime dovute alla malnutrizione e alla mancanza di acqua.
-Sempre a detta di Duesberg, i coctktail di farmaci usati per trattare i malati di AIDS, e l'AZT in particolare, creano effetti collaterali con manifestazioni analoghe all'AIDS. Si può quindi dire che queste sostanze invece di curare la malattia ne sono (con)cause.
La somministrazione dell'AZT dovrebbe essere sospesa, in particolare per individui HIV-positivi e asintomatici, che sarebbero da considerare alla stregua di persone sane.

Veniamo ora a quel che mi sento di dire dopo aver letto questo articolo:

-Le idee di Duesberg hanno riscosso interesse fino a circa 10 anni fa, ma attualmente non sono ascoltate. Per capirlo basta vedere su che riviste pubblicava Duesberg nel '93-95 (Lancet e Science, impact factor di 13 e 23) e su quali pubblica adesso (Journal of Biosciences, impact factor 0.62). Per quanto l'impact factor sia una misura molto cruda dell'importanza di una rivista scientifica, la differenza tra Science e Journal of Biosciences è abbastanza grande per dire che l'una (Science) la leggono quasi tutti, e l'altra quasi nessuno.
Questa estromissione dalle riviste che conta non va di per sè nè a vantaggio nè a discredito delle idee di Duesberg, ma mostra quanto attualmente la sua sia una posizione molto marginale.
Per capire quanto violenti siano stati gli scontri all'interno della comunità scientifica, basta leggere questo pezzo in cui l'editor di Nature dice in sostanza di averne le tasche piene di Duesberg e del suo modo di fare, per cui chi non pubblica risultati in accordo con la sua teoria viene accusato di averli falsati.

-Una buona parte dell'articolo, in parte lavoro scientifico e in parte pamphlet, cerca di motivare la teoria sulle origini non virali dell'AIDS mostrando le contraddizioni della teoria virale e proponendone un'alternativa. Queste pagine, fino a che non si addentrano nella descrizione dei meccanismi cellulari, che io non capisco, sono secondo me plausibili. Qualcuno dirà che non sono logicamente stringenti, ovvero sono intepretazioni di fatti che altre persone possono interpretare diversamente, ma la cosa non mi pone problema perchè non vengono presentate come affermazioni indiscutibili.
En passant, sono sempre più convinto che le argomentazioni logicamente stringenti non abbondino, tanto nella medicina in particolare quanto nella nostra esistenza in generale, e che sia ora di farsene una ragione invece di aspettare un futuro che non verrà mai in cui le cose saranno diverse.

-Verso la fine dell'articolo, Duesberg tenta di stringere, ovvero di dimostrare come gli articoli dei fautori della teoria virale e dell'AZT diano in realtà ragione a lui, e di come ci sia inoltre una casistica favorevole alle sue teorie dell'AIDS non virale. Qui il testo diventa intricato ma ci sono alcune cose interessanti, che mostrano come l'uso della letteratura scientifica pro domo sua sia più di una tentazione da ambo le parti.

Due esempi:
1)L'articolo di Duesberg ha un paragrafo intitolato 'I ricercatori sull'HIV-AIDS confermano che le droghe causano l'AIDS e altre malattie - nonostante gli sforzi per sopprimere queste informazioni' (un po' acido, nevvero ?), nel quale cita un lavoro (Schechter, Lancet 1993) sottolineando che 'l'88% dei casi di AIDS individuati usavano un tipo specifico di afrodisiaco e/o droghe pesanti'. Questo porta Duesberg, dopo aver notato che una percentuale non dichiarata di pazienti ha ricevuto l'AZT, a dire 'Non c'è nemmeno un singolo caso di AIDS che non abbia assunto droghe o AZT'.
Lo stesso studio canadese è citato in un documento del National Institute of Health (NIH) del 1995 volto esplicitamente a sconfessare ipotesi come quella di Duesberg. Nello studio USA, lo stesso lavoro viene usato per dire il contrario, o quasi. Si descrive infatti lo studio ricordando che considerava due popolazioni di pazienti, una di HIV positivi e una di HIV negativi, paragonabili per uso di stupefacenti, e riportava il risultato per cui tra gli HIV positivi la metà hanno contratto l'AIDS e tra gli HIV negativi nessuno.
Duesberg nel suo lavoro si sarebbe quindi 'dimenticato' di dire che gli HIV positivi non hanno contratto AIDS, che di conseguenza l' HIV un ruolo verosimilmente ce l'ha, e che l'uso diffuso di droghe era una proprietà di ambedue le popolazioni di pazienti e non solo di quelli che hanno contratto l'AIDS.

2)Duisberg cita uno studio anglo-canadese del 1994 riconoscendolo come il più grande trial randomizzato ad aver studiato l'uso dell'AZT e portando i risultati a prova del fatto che questo farmaco 'non è in grado di prevenire l'AIDS e fa crescere la mortalità di chi lo assume del 25%'.
Lo stesso studio è citato anche dal documento del NIH e considerato tra quelli che dimostrano una funzione positiva dell'AZT. In realtà, leggendo il testo del documento NIH, si vede che le pubblicazioni citate servono più a dire che l'AZT non fa troppo male piuttosto che fa davvero bene. Più precisamente, nessun studio citato mostra che l'AZT ha la capacità di allungare significativamente la sopravvivenza dei pazienti, ma limita i suoi benefici a ritardare l'insorgere dell'AIDS e a limitarne i danni nel breve termine.
Questi trial randomizzati non fanno quindi davvero comodo nè a Duesberg nè ai suoi oppositori: Duesberg non può dire che l'AZT faccia davvero male, e gli altri non possono dire che faccia davvero bene.

A rigore, bisognerebbe ripetere questa analisi delle citazioni per le 280 referenze bibliografiche del lavoro di Duesberg e poi andare avanti per buona parte dei 4000 articoli che si trovano su Medline alla voce 'AIDS HIV infection AZT'.
Per mia e vostra fortuna, non ho nè il tempo nè la capacità nè la voglia di fare una cosa del genere.

Da questa primissima analisi l'unica cosa che mi sento di concludere è che la discussione non è una bufala, anche se è stata risolta a livello di politica sanitaria decidendo che le obiezioni di Duesberg erano infondate, e che d'altra parte Duesberg non abbia dalla sua dati abbastanza forti per dimostrare di avere ragione. Considerazioni di real politik fanno dire che, siccome è in minoranza, ne ha molto più bisogno degli altri.

Per il momento mi fermo qui, per non sfinirmi e non sfinirvi, ammesso e non concesso che qualcuno sia arrivato fin qui. Se a quel qualcuno interessa leggere qualcosa in più riguardo a questa storia, lo scriva nei commenti e quando troverò materiale nuovo ed interessante lo posterò.
Così scrisse Marco il 31.05.04 00:05

Commenti

Avevo letto qualche accenno a questa teoria, ma non avendone le capacità di analisi l'ho sempre tenuta a mente accanto ad altre teorie "un po' fantasiose, ma molto importanti se confermate".
Vorrei che tu continuassi con questa analisi, spero di non essere l'unico.

Scritto da: Alessandro Ronchi il 31.05.04 00:38

Anch'io credo che "le argomentazioni logicamente stringenti non abbondino". Nello specifico, poi, le argomentazioni stringenti e i dogmatismi fanno più male che bene. Opinioni contrastanti o contrarie dovrebbero essere volano per un supplemento di ricerca, per approfondimenti ulteriori, per la ricerca di nuove vie. Non per cristallizzare le posizioni o generare confusione in chi, da queste ricerche, attende una cura. Poi ci si stupisce se qualcuno (l'ho visto io) cerca di curare l'Aids con i 'fiori di Bach'. Grazie comunque della tua analisi da vero *mediatore culturale* di argomenti altrimenti inaccessibili :)

Scritto da: Silvio il 31.05.04 09:54

Grazie per l'approfondimento, molto interessante.

Scritto da: Massimo Morelli il 31.05.04 19:13

Ricordo anch'io questa teoria. Tra l'altro era l'epoca in cui non si prevedeva che si potesse vivere a lungo, una volta contratto il virus. Si parlava di una decina di anni al massimo.
Io sapevo che le cose sono molto cambiate, da allora, e proprio grazie ai cocktail con AZT.
Correggimi se sbaglio, ma in fatto di AIDS pensavo fosse passata un'era, dal '94 a oggi.

Scritto da: lia il 01.06.04 10:31

L'hanno scorso Nature ha dedicato uno speciale in occasione del ventennale della scoperta dell'HIV: http://www.nature.com/nm/special_focus/hiv/reviews.html (Nature Medicine, v.9, n.7, July 2003). Gli articoli che ho letto in questo speciale non mettono in dubbio l'identificazione dell'HIV come agente eziologico dell'AIDS: la cosa viene data per assodata.

Sono andata a leggermi alcuni degli articoli di Peter Duesberg e Kary Mullis, e le obiezioni che muovono sono sensate (ci mancherebbe altro...). In particolare, viste le caratteristiche dell'AZT, la possibilità che l'AIDS o alcune sue manifestazioni siano iatrogeniche non è da escludersi a priori (come è giusto che sia per ogni teoria scientifica che si rispetti). Molto di quanto scritto a corredo di questa posizione, teorie del complotto in testa, ne hanno danneggiato la credibilità.

Il declino nell'interesse delle loro posizioni sembra coincidere con il rapido declino della mortalità (grafico di figura 1, pagina 888 dello speciale di Nature) dovuto alle terapie antiretrovirali, che sembrano quindi confermare indirettamente il rapporto eziologico tra AIDS e HIV. Argomenti logicamente stringenti non possono esserci: qui non si fa matematica.

Scritto da: Pensieri Oziosi il 01.06.04 11:01

Grazie della segnalazione dello speciale di Nature, cerchero' di leggerlo.
A dire il vero la pila di cose da leggere cresce ad una velocita' troppo alta per le mie possibilita', comunque non dispero.

Scritto da: marco il 01.06.04 15:39

sulle teorie di duesberg consiglio anche:

Titolo Il viaggio nel tempo e altre pazzie. Nove strane idee al vaglio della scienza
Autore Ehrlich Robert
Prezzo € 14,00
Dati 248 p.
Anno 2002
Editore Einaudi
Collana Grandi tascabili
Nel mondo della scienza ci sono idee e teorie che appaiono curiose, strane, bizzarre, impossibili. Idee poco ortodosse che spesso vengono rapidamente abbandonate. Altre volte però si sviluppano in sordina, fino a emergere, alla fine, e diventare vincenti, accettate da tutti. Il libro di Ehrlich offre un'inedita prospettiva sulle questioni scientifiche più controverse del nostro tempo.

un link http://www.cicap.org/prometeo/lb_3244.php

Scritto da: marcov il 01.06.04 23:05

mi associo: anche a me piacerebbe che tu continuassi coi resoconti.

Scritto da: delio il 03.06.04 10:39

Io sono mesi che mi documento su queste vicende, è inutile che vi spieghi perchè Duesberg ha ragione, come è inutile dirvi come mai Galileo non lo cagava nessuno. Il modo migliore è leggere qualche libro a riguardo che riporti anche i riferimenti ai dati ufficiali in modo da poter toccare con mano quello che viene scritto. Io ho letto "Sex Virus", un libro scritto da Luca Rossi, un giornalista che negli anni 93/94 ha girato l'America intervistando tutti questi illustri signori e raccogliendo dati presso gli enti autorizzati a regstrare i casi di "infezione". La verità esiste, solo che esposta a pezzi come fanno i giornali o i periodici diventa una mezza bugia, per esempio, lo sapevate che dal 92 al 93 i malati di AIDS tra i teenagers a New York sono aumentati del 100%? E lo sapevate che questa notizia era espressa a caratteri cubitali dai principali quotidiani locali? E lo sapevate che è vera? E lo sapevate che i teenagers ammalati nel 92 erano 9 e l'anno dopo 18? Cavoli, proprio una bella cifra su 250 milioni di americani....

Scritto da: Bad il 04.06.04 01:25

Shame on me: mi ero perso questo tuo post! (Mentre avevo letto il tuo post di auguri...)
Ti ringrazio immensamente per il tempo speso e per la chiarezza. Adesso credo di avere le idee un pochino piu' chiare.
Sperando di avere il tuo permesso, ho linkato il tuo post e i suoi link principali qui: http://psycho.asphalto.org/duesberg.html

Attendo con ansia la parte 2.

Scritto da: dr.psycho il 17.06.04 18:08

Grazie per il link sulla tua pagina.
Appena riesco provo a fare la parte 2, che penso sara' l'ultima.

Scritto da: marco il 21.06.04 14:48