18.05.04

Auguri.

Dr. Psycho prova a raccogliere del materiale sulla disputa tra Duesberg e il resto del mondo sulle cause dell'AIDS, nel tentativo (penso) di rendere la questione comprensibile alle persone normali.
Dico subito che per quanto mi riguarda non ho nemmeno l'ombra di un'opinione sul problema, per cui leggerò e proverò a farmi un'idea, cominciando da un articolo recente trovato sul sito di Duisberg, lungo ma apparentemente comprensibile.
Se questa disputa non è una bufala ma una questione effettivamente aperta, cosa che non so, è interessante il tentativo di raccogliere argomenti al riguardo e vedere se sono accessibili ai piu', perchè non è per niente scontato che il problema sia comprensibile al 99.9% della popolazione umana che non si occupa per mestiere di AIDS.
Secondo me una delle osservazioni azzeccate di Bruno Latour sta nell'individuare una delle cause della caoticità della 'Scienza in azione' (quando, come dice lui, le scatole nere non sono chiuse) nel fatto che (corsivo nel testo originale)
-La Natura è la causa finale della risoluzione di ogni controversia, una volta che le controversie sono risolte;
-Finchè le controversie durano, la Natura sembrerà solo la conseguenza finale delle controversie.

In altre parole, il nocciolo di una disputa del genere avviene di solito chiamando a raccolta non tanto fatti quanto interpretazioni, ovvero catene molto complesse di fatti, altre scatole nere, citazioni di una valanga di pubblicazioni su mezzo scibile umano, che a loro volta ne richiamano un'altra valanga, rendendo la discussione inaccessibile a tutti tranne alle tre persone che la portano avanti.
Così scrisse Marco il 18.05.04 23:07
Commenti

mi unisco agli auguri, ricordando la mirabile sintesi di heinz von foerster: la veritá é l'invenzione di un bugiardo.

Scritto da: sara il 19.05.04 10:14

Io ho letto "AIDS, il virus inventato" di Duesberg.
Dato che le diceva così grosse che mi veniva da non crederci, sono andato a controllare un po' di articoli citati nella bibliografia. E per quello che ho visto, è tutto vero.
Inoltre, le osservazioni generali (ovvero non di tipo strettamente biochimico) che fa contro la teoria ufficiale mi sembrano condivisibili.
E anche se non avesse completamente ragione, consiglio questo libro almeno per il racconto dei trial americani finalizzati solo all'approvazione di un medicinale (appoggiato da una industria citata chiaramente).
Infine, Duesberg ha ricevuto una borsa di studio ambitissima negli Stati Uniti (non mi ricordo più come si chiami) ed è un luminare nel suo campo: però, dato che le sue idee sono queste, il risultato è che nella sua università lui ha l'incarico solo di organizzare i party di fine anno con le matricole (e non gli hanno più approvato nessun finanziamento). E quando una persona continua nonostante questo, il mio interessamento sale (per quanto poco scientifica possa essere questa affermazione).
Insomma, io nella mia ignoranza credo che abbia ragione. E anche se non ce l'avesse, la posta in gioco è molto alta e credo valga qualche ora di lettura.

Scritto da: fragile il 19.05.04 11:00

Cercherò di resistere a due tentazioni. La prima è di considerare la questione alla luce dell'anno passato in una casa per malati terminali di AIDS, pensando che gli inibitori delle proteasi costavano (allora) 825.000 lire a barattolo e che le 17 persone che ho visto morire non si intressavano molto alle teorie di Duesberg. La seconda è quella di vedere la disputa come l'ennesimo battibecco da pollaio tra scienziati che vivono delle loro certezze e fingono disponibilità al dialogo. La terza via (quella che io cerco sempre, per principio) è quella che mi preoccupa di più. Cioè che *voi* scienziati (che soli avete accesso ai fatti) raramente sapete divulgarli e renderli accessibili, mentre i divulgatori (giornalisti, pubblicisti & c.) non hanno nessun interesse ai fatti perchè vivono di scoop e polemiche. Per carità: niente di scandaloso, se non fosse che (in questo caso) c'è gente che ci lascia la pelle e gente che si arricchisce a dismisura. "E la morale di questa storia" (per citare Elio) è che bisogna sempre cercare di risalire alla fonte e ai fatti. Amen.

Scritto da: Silvio il 19.05.04 12:14

Ho sentito dire, ma non so a quanto è vero, che nei ospedali via via si manifestano come complicazioni delle polmonite (spesso letali), con tutti gli sintomi, ma senza alcun batterio...

Copio e incollo: "Antonie Béchamp era contemporaneo di Louis Pasteur (padre della teoria dei germi) e sosteneva che la causa delle malattie e' dovuta allo stato di salute del terreno biologico (corpo). Se si e' debilitati per un qualsiasi motivo, germi, batteri, virus, normali simbionti dell'uomo e dell'ambiente che ci circonda, trovano uno sviluppo "anomalo" portando ad una stato di "assenza di salute", causato molto spesso dai loro sottoprodotti."

Saluti della rana. Sarebbe troppo facile un mondo semplice.

Scritto da: ste il 20.05.04 22:16