06.04.04

Le rane di Ste.

Scusate se in questi giorni sono un po' monocorde nelle mie citazioni, ma ieri Ste ha di nuovo scritto una cosa che mi pare meriti qualche attenzione:
Pare purtroppo che molti risultati di questa scienza sono ancora frutti di un metodo come questo: Addestri una rana in modo che salta dal tavolo quando batti le mani. Tagli le gambe, la rana non salta più. Conclusione: Ha gli orecchi alle gambe, quindi non può sentire più il tuo battito e non salta.

Se uno di questi spiega l'origine dell'Alzheimer dicendo che deriva dal fatto che l'umanità (occidentale) ha perso la sua relazione cosciente con la morte e che quindi la morte come reazione si è quasi dovuto inserire nella vita questa discorso al contadino torna molto di più che se qualche esponte della scienza scopre le origini dicendo è noto il ruolo della proteina beta-amiloide nella malattia di Alzheimer... e attribuendo le cause alla mancanza di una proteina. Qui siamo all'esperimento della rana. Alzheimer sparirà da sè quando il nostro rapporto con la morte guarisce, e certamente si trovano o mancano delle sostanze nei cervelli. Nel fratempo si pùo cercare di aiutare gli malati e i familiari con quello che abbiamo in mano, ma il vero lavoro da svolgere è un altro.

Uno che fa il mio mestiere ha due possibilità di fronte ad affermazioni del genere: liquidarlo con un 'Ste, fin che parli d'altro va tutto bene, ma su certe cose lascia fare agli esperti' o accettare che questo è un argomento molto reale, rispetto al quale nessuno ha la soluzione in mano, che ha elementi comuni ad altre discussioni (penso a quella recente evoluzionismo vs. creazionismo) e che derubricarlo alla voce 'Medicina ufficiale vs. medicine alternative (o soi-disant tali)' sarebbe sprecare una possibilità.
La prima ipotesi, come avete capito, non l'ho nemmeno presa in considerazione, quindi proverò a dire quel che penso appena ho il tempo di riordinare le idee e di metterle in forma leggibile.
Così scrisse Marco il 06.04.04 11:10
Commenti

Leggendo il post di Ste, giusto ieri, mi chiedevo quale sarebbe stata la reazione di uno che con queste cose ci lavora. La mia posizione (come spesso accade) si pone a metà tra l'ottimismo scientifico ("c'è una spiegazione per tutto") e il ritorno alla natura ("l'energia dell'universo regola tutto"). Ma data la confusione che alberga ormai stabilmente nel mio cervello, non mi dispiacerebbe conoscere la tua opinione in merito.

Scritto da: Silvio il 06.04.04 11:34

(detto così al volo): Il ricorso eccessivo al riduzionismo è un problema reale. Ma mi sembra che non ci siano in giro soluzioni vere.

Scritto da: Massimo Morelli il 06.04.04 11:41