13.02.04

Eleganza innata.

Premessa: questo post e' un tipico caso di narcisismo solipsistico adolescenziale e blablabla tipico dei blog, per cui se queste cose vi danno fastidio statene alla larga.
La ragione principale per cui lo scrivo è fornire ad un po' di gente che mi conosce dal vivo, e a una coppia di amici in particolare, una bella occasione per sfottermi. No, non è che improvvisamente sia diventato un maestro di autoironia e signorilita', è che se non scrivo qualcosa interviene comida con uno dei suoi pezzi e sono rovinato
.

Ieri c'è stata la discussione della tesi di dottorato di John Cho, un amico e collega coreano-canadese, nella quale ho rivestito il ruolo di paraninfo. Nonostante questo nome evochi nei più qualche innominabile perversione sessuale, il paraninfo, anzi i due paraninfi, sono le persone che accompagnano il candidato allo scopo teorico di sostenerlo nella discussione e , nel caso fosse impossibilitato a presentarsi, di fare le sue veci.
In realtà la funzione di paraninfo è essenzialmente un attestato di stima da parte del dottorando e non richiede niente di più difficile di fare la bella statuina durante la discussione.
L'ultima cosa che avrei pensato in quanto paraninfo di John e' che avrei dovuto curare il mio abbigliamento. John, infatti, si mimetizza perfettamente all'interno del nostro reparto, nel quale alcune segretarie portano i sandali con le calze spesse, vestendo in blue jeans e t-shirt, meglio se con collo sformato, con l'eventuale aggiunta di un giubbotto durante l'inverno. Sulla porta dell'ufficio di Marcel, genietto del reparto che esteriormente ricorda Richard Stallman , campeggia un segnale di divieto di transito con al centro una cravatta. Uno come me, che ogni tanto si mette una polo, qui rischia di passare per fighetto.
L'ultima volta che ho lasciato l'Italia, quindi, non mi sono preoccupato molto del fatto di non trovare all'ultimo momento il mio vestito 'formale', pensando che qualsiasi cosa di decente avessi indossato sarebbe adatta bene.
E invece no, perchè se gli olandesi decidono di essere formali diventano dei precisoni del boia.
John ed il sottoscritto hanno quindi scoperto, cinque giorni prima della discussione, che l'Università di Amsterdam raccomanda caldamente almeno per il candidato nientepopodimeno che white tie and tails, ovvero quel che noi chiamiamo frac.
Ora, di queste cose mi intendo poco o niente, ma da quel che ho capito, il frac e' l'abito piu' formale che esista:giacca nera con le code lunghe, camicia, gilet e cravattino bianco.
Tanto perchè non facciate più umorismo del dovuto, preciso che sciarpa, cilindro e bastone non fanno parte della dotazione standard. Va bene giocare a Fred Astaire, ma a tutto c'è un limite. En passant, faccio anche presente che non sono riuscito a trovare su Internet un' immagine di una persona in frac senza la faccia da perfetto idiota.
Tornando a noi, questa scoperta ha significato una corsa convulsa verso un negozio che affittasse questo tipo di vestiti e la soluzione di alcuni problemi legati al dovere indossare un frac.
Ho dovuto per esempio comprarmi un paio di scarpe nere decenti, perchè gli scarponcini che uso di solito mi sembravano un po' fuori luogo.
Il secondo problema, a prima vista di difficile soluzione, era il cappotto. Ho passato lo scorso inverno con un k-way, e quest'anno ho osato l'eleganza di una giacca di pile, che però a occhio non si accompagna benissimo con il frac. Su questo punto, deo gratias, ci è venuta in soccorso la praticità degli olandesi che, rendendosi conto del fatto che la gente di solito non si muove in carrozza a sei cavalli, ha provveduto ad organizzare nell'edificio in cui si discutono le tesi una stanza nella quale ci si puo' cambiare.
Per aumentare il divertimento, il giorno della discussione abbiamo dovuto vestirci ai duecento all'ora come tre Mr. Bean perchè John, come suo solito, è arrivato in ritardo e aveva ancora la sua presentazione da provare (poi ha scoperto di averne dimenticato a casa un pezzo).
Se non altro, da quando la commissione e' entrata in aula siamo tornati in un ambito un po' piu' consueto per noi: gente che fa domande, tu che dai le risposte, tutto molto liscio. Se si aggiunge che abbiamo fatto la nostra porca figura anche dal punto di vista estetico possiamo veramente sostenere che, come dice John, 'We fooled them all'.
Così scrisse Marco il 13.02.04 13:00

Commenti

VOGLIO ASSOLUTAMENTE UNA FOTO !!!
un bacione

Scritto da: Umberta il 13.02.04 15:25

Umberta, il primo commento non poteva che essere il tuo.
Ebbene si', le foto ci sono, perche' altrimenti Elena chiedeva il divorzio. Le ha fatte la fidanzata di John, e appena mi arrivano te le giro. E' la giusta vendetta :-)

Scritto da: marco il 13.02.04 15:37

come vedi i miei commenti spuntano fuori soprattutto quando i post sono più "coloriti"... comunque anche io vorrei poter vedere le prove, le foto! Sinceramente mi piacerebbe provare un frac una volta nella vita, dici che farei la mia solita figura? Ciao!

Scritto da: Manu il 13.02.04 17:19

Vai mitico!! Mi hchiedevo che fine avesi fatto, ed ecco che salti fuori in veste di pinguino infrackettato (o infreackettato?).
Beh ogni tanto è divertente tirarsi a lucido, ma ogni tanto!!le foto pubblicale che è meglio! :)

Scritto da: BubiOnBoard il 13.02.04 18:08

Scusa, e per le donne che cosa si prescrive? Vestito da sera? Ammesso e non concesso che all'università di Amsterdam vi siano delle dottorande....

Scritto da: Pensieri Oziosi il 16.02.04 01:09

Perche' non dovrebbero esserci dottorande :-) ?
Non so di preciso quali siano le prescrizioni per la donne. So che c'e' qualche problema con i pantaloni, e che una ragazza che lavora qua, odiando le gonne, si e' messa anche lei il frac.

Scritto da: marco il 16.02.04 09:02