Per quelli che hanno fretta e non vogliono sorbirsi il pippone:Dopo la risposta a queste domande che, sono sicuro, hanno tenuto con il fiato sospeso la nazione intera, proviamo ad aggiungere qualcosa di sensato.
Linked è rivolto a tutte le persone interessate a capire qualcosa delle dinamiche di rete, indipendentemente dalle loro nozioni tecniche, ed è ben scritto, con quel tipico stile divulgativo anglosassone che cerca di tenere viva l'attenzione del lettore alternando sapientemente la presentazione dei concetti o delle scoperte con la narrazione delle vicende umane dei protagonisti.
Il testo comincia con un'introduzione storica della teoria delle reti casuali, elaborata nel secolo scorso da matematici ungheresi, ed introduce le proprietà delle reti scale-free, che sono le più importanti perchè descrivono molte reti reali, sul web e non solo. Nel quadro presentato da Barabasi, anche la teoria dei sei gradi di separazione assume un senso compiuto, diventando intuizione qualitativa piuttosto che dimostrazione quantitativa di alcune proprietà delle reti sociali, in cui i gradi di separazione tra gli individui sono molti meno di quelli che intuitivamente si potrebbe pensare. Per inciso, Barabasi stima i gradi di separazione del Web a circa 19. Questa parte serve anche a sottolineare alcuni fraintesi, come quello per cui pochi gradi di separazione = ci conosciamo tutti. Il fatto che il sito di Tizio sia a pochi gradi di separazione da quello di Caio deve essere considerato insieme al fatto che anche quasi tutti gli altri lo sono, e che quindi la probabilità che Tizio incontri Caio sia bassa esattamente quanto la probabilità di incontrare chiunque non sia un hub della rete. Queste due osservazioni (esistenza di reti scale free e non equivalenza tra gradi di separazione e facilità di contatto reale) se applicabili al mondo dei weblog renderebbero ancor più inutili le liti che periodicamente si accendono al grido di 'Perchè voi siete famosi e io no ?' e, d'altra parte, sfatano il mito del Web come posto privilegiato per relazioni paritario/democratiche, almeno da certi punti di vista.
La seconda sezione del libro descrive la ricerca di un modello delle reti scale-free e a mio avviso dà conto di un parziale fallimento, pur senza dirlo esplicitamente.
Mi spiego meglio: fino a che si individuano due principi essenziali nel modellizzare una rete, ovvero il fatto che è un oggetto che si espande e che esiste il preferential attachment, per cui chi ha più link ha una probabilità maggiore di averne di nuovi, si hanno due grandezze sostanzialmente quantificabili una volta per tutte con un processo di fit.
Il problema è che queste due regole non bastano, e Barabasi è costretto ad inserire un terzo parametro, ovvero la fitness, che è in sostanza la capacità di ogni singolo sito di attirarsi link. Il motivo per cui questo blog ha quattro accessi al giorno e Google diversi decine di milioni non è che Google è partito prima, ma è una questione di fitness (o, se vi piace di più, coolness): Google ne ha molta, Montag molto poca.
Dal punto di vista di descrizione del reale, questo principio è sacrosanto, ma dal punto di vista della capacità predittiva di un modello è un disastro, perchè la fitness è una cosa che non si può prevedere, ma si può solo osservare quando un nuovo nodo ha trovato la sua collocazione nella rete. Insomma, e' una grandezza che si conosce a posteriori, e che serve a far quadrare i conti.
La parte migliore di Linked sono le pagine in cui l'autore descrive i suoi studi, mentre l'argomentazione diventa molto meno convincente quando le dinamiche di rete vengono applicate agli ambiti più disparati, dal mercato dell'informatica alla diffusione dell'AIDS al terrorismo (ebbene sì, in Linked si parla anche di Al Qaeda). Quando si dedica a questi argomenti, Barabasi comunica chiaramente l'impressione di aver trovato leggi universali che si possono applicare dai router di Internet alla diffusione del cristianesimo, ma si mantiene ad un livello di generalità troppo alto. Il collegamento tra la dinamica delle reti e la certezza che nel prossimo futuro si avranno medicine personalizzate e preparate all'istante è l'esempio più chiaro del desiderio di dire la propria sul mondo ed i suoi problemi piuttosto che di fornire esempi convincenti dei meccanismi di rete nel mondo quotidiano. Questa parte più applicativa, inoltre, fa perdere incisività ad un testo che è gia stato evidentemente allungato per poter assumere le dimensioni di un libro.
Ciò non toglie che Linked sarà probabilmente considerato negli anni a venire il testo di riferimento riguardo alle reti, e che questo, unito alla piacevolezza della lettura e alla competenza di Barabasi sugli aspetti strettamente tecnici, sia un motivi più che sufficiente per tenerlo sugli scaffali di una libreria.
Così scrisse Marco il 08.12.03 00:45
Acc. ho appena fatto il mio acquisto natalizio su Amazon. Vorrà dire che aspetto la trad. in italiano.
PS: io sono uno dei quattro.
Scritto da: Massimo Morelli il 08.12.03 01:22Sono molto contento dei miei quattro lettori, e non lo dico per paura che diventino tre :-)
Scritto da: marco il 08.12.03 10:03tutto questo ha qualcosa a che fare (mi correggo: viene spiegato anche in termini di) teoria dei grafi?
Scritto da: delio il 08.12.03 14:103/4 ... ;)
Scritto da: Tao il 09.12.03 23:54Grazie per le confessioni, adesso devo solo piu' identificare con chiarezza il quarto :-)
Scritto da: marco il 10.12.03 13:17Moi ?
Scritto da: Pensieri Oziosi il 10.12.03 13:22Cosi' sarebbe ideale, fate proprio un bel quartetto
Scritto da: marco il 10.12.03 13:34Molto d'accordo su tutto, però citare Al Qaeda ha senso, imho, e anche l'aids. E' vero che il livello di generalità è alto, ma è anche vero che Barabasi esplicita un progetto di studio da venire, non già effettuato, auspicando che aiuti a scendere più nel dettaglio. Il concetto di fitness, invece, è debole, è verissimo.
Scritto da: mafe il 17.12.03 11:30