La teoria delle stringhe è quanto di piu' astratto esista nella fisica attuale, al punto che alcuni la considerano fuori dai confini della fisica, che e' una scienza sperimentale, mentre le stringhe può darsi non saranno mai oggetto di verifica diretta.
A mio avviso, la discussione se questa sia ancora fisica o non lo sia piu' non e' centrale e ha interesse solo dal punto di vista accademico/burocratico, anche se la probabile non verificabiltà della teoria delle stringhe è sicuramente un elemento non marginale.
L'emergere di teorie scientifiche o di teoremi (quasi) inverificabili per un essere umano, sperimentalmente o tramite calcolo, è un fenomeno che sta emergendo e che obbliga a ridiscutere i concetti di verifica e di dimostrazione in uso da secoli e apparentementi intoccabili, ed è quindi di per sè interessante.
Mi sembra poi non scontato il fatto che questa teoria parta da due assunti di per se' non-scientifici ma, mi si passi il termine, ideologici:
il primo e' che una teoria del tutto esista e debba essere semplice, ovvero elegante;
il secondo, che ci debba essere una descrizione unica dell'infinitamente grande e dell'infinitamente piccolo.
Dell'infinitamente medio, sembra non freghi niente a nessuno, anche se non è ovvio che capire il mesoscopico, i.e. ciò che sta all'intersezione tra meccanica quantistica ed il mondo che percepiamo, sia meno importante che unificare quark e buchi neri nella stessa teoria.
Ultimo, ma non meno importante (se siete arrivati fin qui ditemelo che vi offro da bere), mi ha stupito il fatto che in tutto il programma non si sia ricordato nemmeno una volta che la mappa non e' il territorio, ovvero che c'e' inevitabilmente una distanza tra la realta' (qualunque significato si dia a questa parola) e i modelli che usiamo per descriverla.
Questi fisici sembrano non considerare nemmeno l'eventualità che le stringhe siano perfette per descrivere e prevedere i fenomeni naturali, ma che siano solo buoni modelli e niente più.
Nulla vieta che il mondo si possa descrivere come se ci fossero delle cose che chiamiamo stringhe, senza azzardare previsioni sul fatto che siano oggetti reali. Gli intervistati, invece, parlavano con sicurezza invidiabile di qualcosa che esiste davvero, per quanto si può essere sicuri dell'esistenza di un oggetto a 11 dimensioni.
Così scrisse Marco il 17.11.03 23:15
Leggi anche il libro. E' bello.
Qualche anno fa mi ero sparato 'Le teorie del tutto' , se non ricordo male non mi aveva fatto impazzire, e pensavo che il mio dovere verso gli stringhisti fosse assolto.
Mi devo ricredere ?
Boh, a me è piaciuto, specie la prima parte, dove non parla di cose deliranti.
Scritto da: Massimo Morelli il 17.11.03 23:54