20.09.03

L'OGM che non vorrei.

Ho trovato sul sito di RadioRadicale la registrazione degli interventi ad un congresso tenutosi nel giugno scorso sulle biotecnologie.
Si tratta di file audio/video, per cui richiedono una connessione un po' buona per lo streaming.
Guardando la lista dei relatori, il convegno era chiaramente pro-biotech, cosa che non mi scandalizza, anche se fare una giornata di studio in cui tutti sono d'accordo non mi sembra il massimo, nè dell'interesse nè della possibilità di approfondire.
Ho sentito l'intervento di Sirchia e parte di quello del Direttore Scientifico del S. Raffaele, Bordignon.
Sirchia mi sembra abbia detto molte cose di buon senso, per quanto il suo intervento mancasse totalmente di una dimensione problematica, mentre Bordignon ha dedicato molta attenzione al problema dei brevetti, ma da un'ottica abbastanza riduttiva.
Ha infatti esplicitamente evitato la questione di come/se/quanto sia giusto brevettare prodotti biotech, che per me, come ho gia' detto da queste parti, è il problema, sottolineando invece come adesso la tendenza sia a brevettare prodotti in una fase ancora molto vicina alla ricerca pura, e che quindi, in sostanza, in Italia ci si debba dare una mossa per poi non dovere strapagare prodotti ottenuti con brevetti altrui.
Questo mi convince ancora di più del fatto che la critica agli OGM, se la si vuol fare, non debba focalizzarsi sul problema della salute, tantomeno con campagne semi-terroristiche, e che questa strategia del 'non mangiare OGM che ti vengono le squame' ben presto si ritorcerà contro chi la adopera. Il problema centrale è discutere in gruppi il meno ristretti possibili cosa sia lecito e non lecito brevettare.
Non so se ci sia ancora tempo o se i buoi siano già scappati, però provare a socchiudere la porta della stalla male non farebbe.
Così scrisse Marco il 20.09.03 17:50
Commenti

Premetto che non sono contro le modificazioni genetiche "a priori": se pensiamo ai nostri zii che ancora facevano gli innesti di una varietà più resistente o di un'altro frutto su una pianta, facevano modificazioni genetiche: così è nato - credo - il caco-melo. Guardo invece con molto sospetto le attauli modificazioni genetiche, che sono di tutt'altra natura.
Tralascio il problema dei brevetti, dal momento che sono d'accordo con Marco.
Vorrei invece focalizzarmi sugli altri (paventati) rischi.
SALUTE: credo che conveniamo tutti nel dire che a tutt'oggi non possono essere state effettuate sperimentazioni sul lungo periodo riguardo all'alimentazione umana con cibi transgenici. Intendo dire: cosa succede a chi per 20-30 anni, o per una vita intera, si alimenta con cibi transegnici? Chi può dare la certezza che non siano nocivi?
NON RIPRODUCIBILITA' del seme: da tempo le multinazionali stanno pensando a semi che non "disperdano" energie nel creare anche il seme per la naturale riproduzione, ma si concentrino nella fabbricazione di una polpa succosa, senza vermi, ecc. Questo renderebbe dipendenti i contadini nell'acquisto, ogni anno, di nuova semente.
CONTAMINAZIONE TRANSGENICA: sono allo studio delle piante che resistono a parassiti, diserbanti, ecc. Chi può prevedere cosa succederebbe nel caso in cui queste piante si diffondessero senza più riuscire a controllarle?
E che dire delle piante dalle quali uscirebbero medicinali anzichè una bella mela? Fintantoche gli esperimenti sono eseguiti in un ambiente controllato come il laboratorio scientifico (statale o internazionale, per favore e non di un'impresa) controllato, può andare, ma quando vi usciranno, cosa succederà ad animali e vegetali che verranno a contatto con la medicina?
Questa non è più fantascienza, ma reali possibilità che mi fanno pensare che oggi - con tutta l'irresponsabilità di chi ci governa e con lo strapotere delle multinazionali - l'umanità non è matura per un simile passo.
Consiglio la lettura di "I rischi delle manipolazioni genetiche" di Gianni Tamino - biologo dell'Università di Padova e membro del Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie:
http://www.rfb.it/csa/links/archivio/tamino-i-rischi-ogm.htm

Scritto da: Luca il 24.09.03 15:55

Grazie Luca del commento. Ci pensero' e provero' a risponderti. Sono andato all'indirizzo che tu segnali, per scaricare e stampare il documento. Probabilmente il testo sara' interessante, ma per me non e' un bell'inizio il fatto che sia un sito che si chiama 'resistenza ai frankenfood ed alla biopirateria', sul quale campeggia un logo 'Campagna comune antitransgenico' + un banner 'Follia giuridica - follia ambientale - follia economica' etc. etc.

Scritto da: marco Schwarz il 25.09.03 10:41