Caro Marco,
il tuo messaggio solleva secondo me almeno due domande, una più tecnica e un'altra più di fondo, ed è a questa che mi limito per il momento.
La domanda è quindi 'Perchè con tutte le cose che ci sono su Internet devo venire da te ?' che io traduco in 'Che senso hanno i siti Internet personali ?'
Infatti, la questione del perchè una persona visiti o no le mie pagine interessa alla fine solo me, mentre farsi un'opinione sui siti Internet personali, che attualmente vuol dire essenzialmente i 'blog', mi sembra di interesse un po' più generale.
Innanzitutto, penso che un ottimo contributo alla risposta potrebbe venire dalle persone che visitano questo sito, o anche da te, che potresti dirmi perche' (non) leggi queste pagine.
La mia risposta in sintesi è :
Tra i contenuti di un blog e quelli di un sito web 'ufficiale' c'è la stessa relazione che intercorre tra le opinioni delle persone con cui discuti e quello che sta scritto sui libri.
Ci sono perciò ottime ragioni perchè una persone spenda del suo tempo anche leggendo un blog, e sono le stesse per cui le discussioni e le relazioni con altre persone quasi sempre integrano e danno senso a quanto leggiamo sui libri.
Adesso cerco di spiegarmi in modo meno sintetico.
La tua domanda mi sembra parta da un assunto implicito, che io sintetizzo così: Internet è un pozzo quasi infinito di informazioni a cui la gente attinge quando vuole acquisire più dati su un certo argomento. Di conseguenza, un sito è tanto più interessante quanto più le informazioni contenute sono pertinenti, originali e aggiornate rispetto all'argomento sul quale intendo aggiornarmi.
Per me questo punto di partenza è incompleto.
Prima di tutto, il fatto che su Internet ci siano miliardi di cose interessanti non toglie che tu ne vedrai sempre una frazione irrisoria, esattamente come conoscerai sempre un numero irrisorio di persone rispetto alla popolazione mondiale, e possiederai una parte minuscola della conoscenza accessibile ad un essere umano. Siccome questa limitazione non è legata alla mancanza di uno strumento tecnologico, ma al fatto che la nostra vita ha una durata limitata, non mi aspetto che le cose cambino di molto nel prossimo futuro.
In più, nelle poche occasioni in cui vieni a contatto con la quantità di materiale presente su Internet, come ad esempio quando usi google con una chiave di ricerca un po' vaga, intuisci che la maggior parte di quel che ti viene proposto non ti serve, con l'aggravante che non hai strumenti rigorosi per decidere cosa per te è importante e cosa non lo è, cosa è interessante e cosa è fuffa e in sostanza non sai come mettere insieme tutte quelle cose e dargli un senso.
Puo' quindi essere molto utile, anche da un puro punto di vista di ricerca di informazioni, trovare qualcuno che, almeno per certi ambiti, cerca e filtra le informazioni con criteri analoghi ai tuoi. Questo, senza impedirti di fare le tue ricerche, ti propone una sintesi di una ricerca personale che, prima di tutto, ti fa risparmiare tempo, e, in seconda battuta, ti collega le informazioni in un contesto o con un approccio per te nuovo, aumentandone il valore. Questo secondo me può essere già un buon motivo per leggere un blog, inteso come un filtro alle informazioni diverso da quello che potresti avere tramite un motore di ricerca.
Inoltre, a parte alcuni siti di puro servizio (google, la banca, la compagnia aere, le previsioni del tempo, etc.) ho l'impressione che spesso si cerchino anche, consciamente o no, dei siti nei quali, 'dietro' alle informazioni, ci siano persone con le quali si intuisce una possibile sintonia.
Ho finito di leggere poco fa un libro di un antropologo nel quale si sosteneva che, nei mammiferi, il linguaggio verbale è usato allo scopo essenziale di creare relazioni. Se questo è vero, l' interesse per una cosa non è legato (esclusivamente) alla cosa in sè, ma anche al fatto che quella cosa è un buon pretesto per creare delle relazioni. Non so se condivido totalmente questa posizione, ma certo mi sembra utile riconoscere che in ogni comunicazione c'è una componente più o meno grande di relazione, e non solo di trasmissione pura e semplice di un messaggio.
Se tu, quindi, riconosci un sito come qualcosa che non ti è estraneo, pigli due piccioni con una fava: da una parte sai di un posto dal quale puoi probabilmente trarre cose interessanti, dall'altra dietro quel posto c'è una persona che segue fili di ragionamento che ti possono interessare. Non è male, mi sembra.
Il mio blog è quindi nato come un bloc notes pubblico, nel quale annoto le cose che mi interessano, mi divertono, mi fanno imbufalire e così via. L'idea è che questi post possano essere utili e/o piacevoli non solo a me che li scrivo, ma anche ad altre persone. Queste persone, a loro volta, possono decidere di tenere per sè i pensieri suscitati da quel che scrivo o, cosa che a me personalmente piace di più, lasciarmi qualcosa di scritto, permettendo così di avere una mini-discussione o anche solo uno scambio di battute. Se queste persone avessere un loro blog, ma non mi pare che questo sia il caso della maggior parte dei lettori di questo sito, la discussione può avere una coda sui loro blog, essere commentata da altre persone e così via via diffondersi.
Dietro a tutto questo ambaradan non c'è nessun fine secondo o superiore.
Questo blog, l'avrai visto, è veramente una robina in termini di numero di accessi: in settimana ci passano circa 20 persone al giorno, e nel week end non c'è quasi nessuno. Si vede che hanno tutti una vita loro al di fuori da Internet, e meno male. Se volessi diventare famoso potrei pure spararmi un colpo, di accessi dovrei averne almeno mille volte tanto. Io però i numeri li vedo in un altra maniera e sono contento del fatto che la scorsa settimana ho 'parlato' a un po' più di 100 persone, alcune delle quali hanno speso il tempo di scrivermi due righe nei commenti. Il mio scopo non è diventare famoso, ma creare un posto in cui qualcuno, tanti o pochi che siano, trovi qualcosa di interessante, o in cui si riconosca. E' come se tenessi la porta di casa socchiusa: chi vuole può entrare, sentire che si dice, se gli piace restare un po', dire la sua, e poi andarsene. Siccome non si parla di calcio o di puppe, la musica non è alta, e la casa non è frequentata nè conosciuta da VIP o aspiranti tali (dio me ne scampi), gli ospiti penso saranno sempre pochi, ma va benissimo così. Se tu, come altri, ogni tanto passerai di qui e troverai il posto gradevole, io avrò ottenuto dal mio sito tutto quello che mi interessava ottenere.
Così scrisse Marco il 25.07.03 16:45
Citando “ l’amico che ti scrive” hai omesso la sbrodolata di complimenti e apprezzamenti (mi ero impegnato molto!) che rimane punto di partenza per ogni mia osservazione. Aggiungo ora la costatazione della facilità di scrittura e dell’ampiezza degli argomenti che affronti (dai Kcollectors alle elezioni americane passando per un qualsiasi argomento).
Vengo al punto.
Riassumo, se ho capito bene, le ragioni per cui dovrei venire sul tuo (su un) sito personale:
1 possibilità di una discussione non ufficiale
blog : sito ufficiale = opinioni : libri
Ok, convincente. Le modalità tecniche sono diverse ma sta in piedi. Al più ti posso dire che la predisposizione d’animo del visitatore può non essere sempre adatta ad una relazione one-to-many(unknown).
Mi lascia perplesso ovviamente la pertinenza delle informazioni e questo punto è chiaro.
E la pertinenza delle informazioni si lega alla risposta principale che posso darti. A costo di tirarmela il motivo per cui non leggo (sempre) il blog è il ‘tempo’.
Quando sul lavoro vai al cesso non perché ti scappa ma perché temi che ti venga una cistite da tanto la stai tenendo e mentre pisci devi anche prendere un minuto per respirare e pensare (appunto) ai c… tuoi, allora è chiaro che non c’è blog che tenga.
Ovviamente il problema non è il ‘tempo’ in sé, ma ‘il cosa fare nel poco tempo a disposizione’, compreso:
-capire come avere più tempo (=progetti di vita)
-avere (facilmente, rapidamente, efficacemete) le informazioni strettamente pertinenti alle proprie necessità, che si tratti di informazioni turistiche, economiche, culturali, o quant’altro.
La possibilità però di estendere le ricerche al mondo blog non è male. Come si fa?
Facciamo una prova, un confronto informativo: sono andato a Budapest per una gita e ho cercato un po’ di info turistiche (ufficiali) in internet. Magari potevo estendere le mie ricerche al mondo dei blog per avere informazioni (non ufficiali) tipo: consigli da altri viaggiatori, suggerimenti di negozi curiosi, problemi alla dogana,… Cosa avrei trovato?
2 filtro informativo
grazie! E gratis, fantastico! …ma che filtro applichi?
O meglio, so che filtro applichi tu, perché ti conosco, mi dai garanzie, ma che garanzie mi dà il blog del Sig Paolo Rossi? Quanto tempo devo spendere per capire se è fuffa o no e in questo caso quanto devo spendere per capire ‘come’ filtra?
3 relazioni
non sono ancora allenato a riconoscere la personalità dietro ai siti. E’ interessante questo punto.
Domanda: a proposito di relazione e pertinenza delle informazioni, non pensi che dare al blog un ‘indirizzo’ faciliterebbe molto il sorgere della desiderata discussione e delle persistenti relazioni (accessi)?
Da quello zero che so, mi pare che i blog siano nati per raccontare la giornata di guerra dei soldati US in Iraq. Contenuti quindi definiti all’interno di un’esperienza, di un periodo, di un tempo. Limitati e non dispersivi.
Non sto dicentodi di andare a fare il soldato ne di fare un blog di giardinaggio, ma cosa pensi a proposito?
Ora, andiamo oltre.
Con un blog, come facciamo a farci della grana?
Esempio, posso realizzare un blog all’interno della intranet aziendale con il quale dare visibilità giorno per giorno ad alcune informazioni appetibili? Appetibili nel senso che un collega commerciale non farà mai un clic sul mio blog se dietro non ci vede della possibile lira: es potrei dire ai commerciali che abbiamo un prodotto in sconto per i clienti del gruppoA.
Con le relazioni che creiamo con un blog, che ‘ce ne facciamo’? Diamine, almeno cerchiamo di convincerli sul voto. …Ah, …dici che non ce bisogno?…
Ciao.
Marco