Passo Manghen – Cima delle Stellune

Bella escursione in Lagorai di dislivello modesto ma sviluppo notevole che si muove perlopiù in mezza costa poco sopra la fine dei boschi. Prati, costoni e pietraie si succedono in uno scenario che cambia più volte ma rimane il tipico del Lagorai, i.e. molto più da Alpi occidentali che da Dolomiti. I sentieri sono ben segnati e in più punti si può decidere se rimanere sullo stesso versante o passare dall’altra e cambiare panorami. Luogo solitario, nonostante la giornata festiva.

Alla forcella Stellune, meta iniziale dell’escursione, mi lascio prendere dal ‘Chissà cosa c’è di là’ e raggiungo prima la forcella Moena (bella vista sulla verdissima valle sottostante) poi la cima dello Stellune, che è solo un cumulo di massi rotti ma offre una bella vista (e uno dei libri di vetta più scrausi che abbia mai visto). Lo strappo dalla forcella alla cima è l’unica parte della gita non accessibile a chiunque, avendo qualche passaggio esposto.

Pochi metri sotto la punta due camosci mi attraversano la strada, incontro raro nelle mie camminate per i monti trentini. Nei tratti di discesa dolce mi diverto a corricchiare fino a che le gambe son fresche e penso che forse il trail running non è del tutto insensato. Alla Forcella di Montalon scelgo una breve variante che tra larici e rododendri in fiore mi porta al rifugio poco sotto il passo.

Scendo in auto verso Molina di Fiemme su una bella strada che a ogni curva ti chiede ‘Perchè non sei in bici?’.  Le pendenze e il chilometraggio dell’anello Trento-Borgo Valsugana-Manghen-Molina-Trento sono al momento fuori dalla mia portata ma chissà che in futuro non ci scappi un giro da queste parti.

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