Del (non) prevedere terremoti

Nei ricordi chi non lo ha vissuto in prima persona, il terremoto in Abruzzo verrá associato in futuro anche alle polemiche sulla (im)possibilitá di prevedere i fenomeni sismici e su Gioacchino Giuliani, polemiche che meritano di essere ricostruite e studiate dal punto di vista delle relazioni tra scienza ed opinione pubblica. Liquidarle alla voce ‘la solita gazzarra’ (per quanto sia anche stata gazzarra) sarebbe forse un’occasione persa.

Archiviate le liti, e ricordato che la causa primaria dei danni alle persone e alle cose nel terremoto d’Abruzzo e’ da ricercarsi in pratiche costruttive che oscillano tra il noncurante ed il delinquente, si puo’ cercare di fare il punto sul succo della questione, i.e. l’affidabilitá dei metodi di previsione.

Non sono riuscito a leggere moltissimo materiale e non sono un esperto in terremoti, per cui per ora mi limito a segnalare il lavoro di Marco Cattaneo, autore di una serie di post chiarificatori, in particolare:

- qui (post da 1005 commenti, che mi son ben guardato dal leggere) qualche informazione sul metodo e sui dati di Giuliani, che, anche ad essere ben disposti nei suoi confronti, non appaiono molto solidi.

- qui la posizione dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (con due documenti allegati, per la gioia dei secchioni), dove si ricorda che basarsi sull’attivitá sismica precedente per prevedere un sisma ad alta intensitá e’ un metodo poco sensibile (i.e. almeno la metá dei sismi forti NON vengono previsti).
La ridotta sensibilitá non sarebbe un problema in caso di alta specificitá (i.e. capacitá di evitare i ‘falsi positivi’): in parole povere, si avrebbe un metodo che non prevede tutto, ma che quando prevede e’ affidabile; purtroppo, la specificitá e’ invece bassa, per cui si prevedono molti sismi che in realtá non avvengono. Non mi e’ peraltro del tutto chiaro se il ‘metodo Giuliani’ (che a rigore non puo’ essere definito tale non essendoci pubblicazioni al riguardo) ed il metodo dell’attivitá sismica precedente siano di fatto la stessa cosa o no.

- qui una serie di valutazioni sulla necessitá di prepararsi al prossimo terremoto forte (il problema non e’ il se ma il quando: Cattaneo scrive che “dal 1700 a oggi, compreso quello dell’Aquila, in Italia si sono verificati 42 sismi di magnitudo superiore a 6: in media, uno ogni sette anni.“).

6 thoughts on “Del (non) prevedere terremoti

  1. intanto, il caro giuliani si guarda bene dal fornire altre “predizioni” che sarebbero tanto utili in questo momento, per capire in quali case la gente potrebbe rientrare.
    forse che la palla di cristallo gli si è opacizzata? oppure anche solo il pensiero di dover rispondere delle sue parole gli mette un poco di tremarella?
    E’ facile urlare allarmi quando sai che, non venendo ascoltati, nessuno te ne chiederà conto.
    Adesso lo ascolterebbero, perchè non parla più?

  2. Mi chiedo se l’episodio accaduto ci dica qualcosa di Giuliani o del mondo dell’informazione che lo ha cavalcato. Non mi stupisce che esista un Giuliani, mi fa riflettere invece come la scelta editoriale/giornalistica dei media abbia portato un numero ragguardevole di persone a discutere di Giuliani e dintorni. Di cosa avremmo parlato diversamente in questi giorni?

  3. michele, direi che tocca a dare a Giuliani una chance: se parlasse, gli diremmo ‘Ma sei ancora li’ a fare casino?’, se non parla lo spernacchiamo lo stesso. Io preferisco che (al momento) stia zitto, per cui va bene cosi’.
    avesao: direi che dice qualcosa di tutti e due, no?

  4. Ho avuto la fortuna di conoscere due ottimi ragazzi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, due anni fa. Scherzando, allora, chiedevo loro di avvertirmi quando stava per arrivare un terremoto. Essendo due ottimi ragazzi (l’ho già detto?) non mi hanno mandato nel posto che meritavo, ma si sono dati da fare per spiegarmi lo stato della capacità di previsione dei fenomeni e della loro localizzazione, che è pari alla probabilità di centrare un tredici in schedina (ambedue accesi tifosi romanisti).
    Sui media e sulla gazzarra preferisco tacere: il Corriere oggi lancia in prima pagina il divorzio del mio omonimo, quindi…
    Sulle costruzioni delinquenziali che hanno fatto morti, andrebbe studiata a fondo l’intervista rilasciata da un comune muratore che spiegava per esperienza trentennale perchè contano tanto i tempi di asciugatura del calcestruzzo.

  5. Una qualsiasi simulazione di un qualsiasi fenomeno, per quanto accurata, mira a descrivere in modo accurato COME accadrà un fenomeno SE accadrà. Decidere deterministicamente SE accadrà è la chimera di ogni uomo di scienza. La chimera popola molti sogni, ma nessuno l’ha mai vista. Heisenberg docet.

  6. va be, aspettiamo….io credo però che il pagliaccio si guarderà bene dal fare altre previsioni, perchè sa benissimo che il suo sistema ha una percentuale di falsi allarmi assurda e, contemporaneamente, un’altrettanta elevata possibilità di non prevedere il sisma.
    In altre parole, affidarsi alla sfera di cristallo di giuliani vorrebbe dire dover evacuare cerchi di 100-150km di diametro ogni mese.
    E questo il buffone lo sa….e pensare che c’è chi osa paragonarlo a Galileo…pazzesco.
    Tempo altri 6 mesi, che passi la furia vendicatrice dei qualcosisti (qualcuno doveva fare qualcosa) e che le menti tornino a ragionare in modo razionale, ed apparirà chiara a tutti l’assurdità di questa situazione, dove un capo della protezione civile avrebbe dovuto dar ragione ad un santone ed evacuare una regione intera, peraltro nei giorni sbagliati.
    Questo è quello che succede a vedere troppi film del filone eroico-catastrofico, dove il cervellone di turno facendo i conti sulla carta igienica riesce a far meglio di migliaia di scienziati veri che da decenni studiano la stessa cosa.