Grandi infrastrutture di ricerca ? Anche no.

Pare che il prossimo impegno della Gelmini sia riformulare il piano nazionale della ricerca scientifica. Che Dio (o chi per esso) ce la mandi buona.
Qui un commento di Gianluca Salvatori, qui sotto un’osservazione ed una domanda del sottoscritto:
-Problemi (non trascurabili) di budget a parte, l’Italia mi sembra il posto sbagliato per una large facility di ricerca. Fatichiamo più degli altri paesi a gestire decentemente strutture di taglia media, figuriamoci i mega progetti; la large facility made in Italy è ad altissimo rischio di diventare un calderone in cui, per scelta o per necessità, Tizio, Caio e l’amico di Sempronio si creeranno il loro microregno confondendosi nella folla. Sarò cinico, ma comincio ad avere opinioni precise sull’incapacità (o mancanza di volontà) dell’Italia del 2009 di gestire strutture ed istituzioni molto complesse. Abbiamo alcuni enti che nel complesso lavorano bene (a me viene in mente l’INFN): finanziamoli il giusto e scordiamoci i progetti faraonici.

-E’ naturale che le nuove proposte saranno targate Mariastella Gelmini; tuttavia il ministro, senza offesa, non ha alcuna esperienza in materia di politica scientifica, per cui mi immagino si avvalga di un discreto nugolo di consulenti. Per quanto è dato sapere, la Gelmini si è circondata di gente che sa fare il suo mestiere o anche per i consiglieri si è perpetuato il principio per cui in primis la fedeltà al Capo e del resto chi se ne importa?

P.S. Precisazione per il ministro: in effetti a Pavia è in avanzata fase di costruzione il CNAO, un centro di adroterapia basato anche su tecnologie che si possono far risalire al CERN.
Tuttavia:
- Il centro non è ancora attivo; dire che ‘tratta pazienti’ alimenta illusioni che è meglio evitare, tanto più se si tiene conto di che malattie si occuperà il CNAO;
- I tempi di realizzazione sono (stati) abbastanza lunghi ed a mio avviso esemplificano le perplessità di cui sopra riguardo all’idea di lanciarsi in progetti enormi e molto ambiziosi, quando anche imprese di taglia più piccola faticano non poco.

One thought on “Grandi infrastrutture di ricerca ? Anche no.

  1. Tremo al pensiero.
    In primis perchè ho visto come viene gestita una certa cosiddetta ricerca in Italia (beh, limitiamoci al Nordest, va..)ovvero per microregni di amici degli amici. Non tutti, non sempre, ovviamente, ma ove ci sono soldi, là trovi gli avvoltoi.
    In secundis (ma si dirà così?) perchè immagino dove andranno a ravanare le risorse (a scelta tra Fondazioni Bancarie e Cassa Depositi Prestiti) e posso dire che nemmeno qui si trovano anime candide, nè idee chiare sul da farsi.
    Fa sorridere che un’importante scoperta sulle staminali della corteccia cerebrale di questi giorni, sia nata proprio al di fuori dei soliti giri..!